La Storia

Vi narrerò la storia della mia amatissima casa, é una storia che viene da lontano.

Fu acquistata dalla famiglia Nicchiarelli alla fine del 1800. Mia madre si sposò nel 1923 con Luigi Nicchiarelli e andò a vivere in questa casa, il 16 ottobre del 1924 nacque un figlio, Cesare Nicchiarelli. Nel febbraio del 1925 morì il primo marito di mia madre. Passarono dieci anni la mamma si trasferì a Perugia per far continuare gli studi delle scuole superiori a Cesare.

Nel 1935 in uno spettacolo a quel tempo molto in voga, perché si esibiva Bufalo Bill, incontrò un vecchio amore delle scuole superiori, che poi divenne mio Padre. Passarono alcuni anni e nacqui io, dopo quatto anni incominciò la guerra e nacque mia sorella.

Cesare partì volontario prima fu destinato in Abruzzo e poi dopo il tradimento di Badoglio del 8 Settembre  si arruolò e aderì alla Repubblica Sociale con Mussolini. Nell’ultima lettera scritta alla Mamma scrisse che lo faceva per Onore dato che aveva, come tutti i giovani di quel tempo, giurato fedeltà al regime di Mussolini. Morì fucilato dagli stessi italiani, amici e compagni di fede che avevano tradito ed erano passati al nemico.

Furono anni di tanto dolore per mia Madre e di tanto disagio per la mia infanzia e adolescenza. Avevo però davanti a me la vita e questo mi dava forza e speranza. Ritorniamo a ripensare quei tempi di pace. Si veniva l’estate a Panicale appena erano finite le scuole e ci si tratteneva fino ad agosto periodo in cui si andava al mare per poi ritornare al nostro paesello e alle nostre amiche. Riaprivano le scuole e via a Perugia fino al prossimo anno. La vita che facevo a Panicale la ricordo con nostalgia. Prima di tutto si stava sempre fuori, si passeggiava, a volte si portava un lavoretto manuale un ricamo, il lavoro sul tulle, un maglione lavorato a ferri per il prossimo inverno.

Quando eravamo proprio fortunate ci davano il permesso di andare a fare merenda alla castagnola o a pietrasvella, era allora una gioia infinita, un senso di libertà che ci faceva felici.

Passano gli anni e mi sposo, ho in poco tempo 4 figli e una delle gioie più grandi è di poterli portare a Panicale durante l’estate, dalla nonna, e passare un mese riprendendo, per me le vecchie abitudini, e stare nella mia casa che adoro.

La sera dopo cena si stava fuori fino a tardi mentre i miei ragazzi giocavano e si divertivano con gli amici.

Io e mia sorella dopo averli messi a letto andavamo in cucina e preparavamo il dolce per la colazione della mattina successiva.

Scrivendoci un biglietto: Mentre voi dormite le fatine lavorano per voi!

E’ passato tanto tempo i miei figli sono grandi ed hanno i figli grandi ma non si è ripetuto per loro la magia e la gioia che ho provato io.

Non chiedetemi perché forse…

Ora la cedo a Voi godetela amatela e portate con voi un buon ricordo di Panicale e della Casa dei ricordi.

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Virgilio Ceppari

La vita di un personaggio illustre originario di Panicale

Nasce a Panicale nel 1563 da agiata famiglia. Dopo gli studi di lettere, filosofia e legge all’Università di Perugia chiese di essere ammesso nella Compagnia di Gesù. Ancora molto giovane, all’interno dell’ordine, ottenne incarichi di prestigio e dopo alcuni anni trascorsi a Recanati e a Padova fu richiamato a Roma per insegnare al collegio Romano nel quale ottenne anche la carica di prefetto. Inoltre ebbe incarichi da Paolo V, Gregorio XV e Urbano VIII per trattare affari importanti presso altri sovrani. Come scrittore dette alla luce molte opere tutte date alle stampe ancora egli in vita fra cui la biografia (agiografia) di San Luigi Gonzaga.

Nel 1618 ottenne il privilegio di elevare la pievania in Collegiata. Inoltre fece avere ai panicalesi molti privilegi dal governo pontificio. Fece costruire in Panicale il Palazzo di San Sebastiano che dapprima ospitò i gesuiti durante le vacanze estive e poi, dal 1690, il collegio delle vergini che nel 1619, dopo molti anni di lotte con la burocrazia del tempo, ebbe modo di avere la licenza per istituire un collegio femminile in Panicale. In realtà questa fu un esperienza importata dal Ceppari da Castiglione delle Stiviere, dove l’amico Luigi Gonzaga ne era ideatore ed aveva incaricato il nostro compaesano di costituirne le regole. Mentre nel paese mantovano il collegio è rimasto laico ed intatto fino ai nostri giorni, a Panicale, essendo “stato della chiesa”, il collegio delle vergini (così fu chiamato) fu trasformato nel 1750 in convento di clausura e poi soppresso con la legge Siccardi nel 1870.

Virgilio Ceppari muore in Roma nel 1631.